Le Ottobrate Romane, tra passato e presente

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Piazza della Rotonda

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Godersi lo spettacolo di Roma è un appuntamento col destino per ogni visitatore che mette piede nella città eterna. E sotto molti punti vista, gustarne il fascino ai primi soli d’autunno è un’esperienza irripetibile. Ci sono infatti raggi tutt’altro che tiepidi che ancora sorridono a chi passeggia per Roma. Quelli delle ottobrate. Le ottobrate romane sono oggi le belle e calde giornate che scaldano l’autunno di Roma: due parole che conservano intatta una delle più note tradizioni popolari romane. Ma agli inizi del ‘900, quando si iniziò a parlarne, le ottobrate erano qualcosa in più.

Sfruttando la benevolenza di una giornata limpida e soleggiata, dai rioni popolari di Testaccio, Trastevere e vecchio Aurelio, partivano intere comitive di festanti cittadini che seguivano a piedi la carrettella, una rude carrozza agghindata a festa sui cui si pavoneggiavano scherzose sette ragazze in compagnia del carrettiere. Mete di queste gite erano le campagne intorno alle mura di Roma, o le grandi distese verdi urbane che ad inizio dello scorso secolo erano ancora capaci di regalare alla città un angolo di incontaminata naturalezza.

Le passeggiate nelle campagne, da cui successivamente è stato mutuato il termine scampagnata, aveva quindi come prerogativa quella di un tempo clemente, che sorridesse e facesse il paio con l’effervescenza della compagnia pronta ad una giornata di svago.

Cent’anni dopo, oggi, Roma regala ancora il fascino delle sue gite fuori porta (anche se un po’ più fuori rispetto a prima!), ma soprattutto vi avvolge nella calorosa atmosfera dell’autunno a modo suo, dell’ottobrata, in quell’attimo in cui il respiro affannato dell’estate si placa e viene ossigenato dal più mite tempo di ottobre. In quel respiro, in quel frame, in quel battito di ciglia che ricarica i polmoni di aria e Storia, la città appare nel suo splendore sotto una luce diversa.

I Fori, la maestosità del Colosseo, le passeggiate nel Rione Monti, gli ultimi gelati prima dell’inverno e l’aperitivo gustato ancora al tavolo esterno di un bar: che sapore ha Roma nelle sue ottobrate?

-L’articolo di Samir Hassan