Testaccio

Testaccio Market. Image by myVideoMedia. Click image to visit their blog.

Click for English version.

Cambiano e si susseguono le generazioni, e con esse si stravolgono anche i canoni classici di intendere il turismo. Se fino a qualche decennio fa erano i viaggio organizzati a farla da padroni, oggi la modalità backpackers sembra andare per l maggiore, in conseguenza di una molteplicità di fattori – non ultima la possibilità di immaginare un turismo fai-da-te capace di contenere i costi e proiettare dall’altro parte del mondo. Una modalità di viaggio, dunque, che non punta più a mettere al centro dello spostamento la città, il monumento o il sito archeologico in quanti tali, ma che valorizza l’esperienza personale del viaggiatore che si cala in una dimensione differente, rappresentando questa stessa la quintessenza del viaggio.

Roma non fa eccezione a questo modo di viaggiare, e oltre le solite (e affascinanti) mete, è in grado di offrire al viaggiatore una serie di scorci nella cui quotidianità si è in grado di raccogliere l’anima stessa della città. Testaccio, il rione popolare per antonomasia, è forse la dimensione spazio-temporale in cui sopravvivono ancora intatte le tradizioni storico-culturali dell’antica Roma e le pioneristiche avanguardie contemporanee che segnano il passo con cui la città eterna è entrata nel III millennio.

Dario Andreucci fa un tour di Testaccio (myVideoMedia).
Una volta sede di commerci (il mercato, l’Emporium, il porto), oggi Testaccio è il cuore pulsante della Roma popolare grazie all’aver mantenute intatte le tradizioni culinarie e alcuni parti “storiche” della propria architettura del primo ‘900, come ad esempio il “Campo Testaccio” in cui la Roma – rinomato club calcistico della Capitale – vinse il suo primo scudetto nel 1942.

Dietro i resti del Mattatoio, la cui attività fu interrotta nel 1975 dopo che la sua costruzione avvenne nel 1887, si staglia con vigore la Piramide Cestia, voluta da Caio Cestio come ornamento della sua sepoltura (datata 20 a.C.), seguendo la moda dell’epoca che riprendeva l’architettura egizia. Per centinaia di anni la Piramide rimase esclusa dalla città delimitata dalle mura, dominando imperiosa l’antica “via Ostiensis“; venne assorbita nelle mura di cinta fatte costruire dall’Imperatore Aureliano solo tra il 274-277 d.C.

Pyramid of Caius Cestius. Image by myVideoMedia. Click image to visit their blog.

Piazza Testaccio, Via Marmorata e via Zabaglia sono invece passaggi obbligati per chi desidera vedere l’evoluzione contemporanea del quartiere. Di qui, a due passi dal Macro (Museo d’Arte Contemporanea), si arriva nella serie di vicoli che rendono Testaccio uno dei posti più accattivanti per la vita notturna romana.

L’articolo di Samir Hassan

—–
Ringraziamo molto a myVideoMedia.

Si può leggere il loro articolo di Testaccio qui: “Rome off the beaten path