Via del Pellegrino: Una piccola strada, una piccola libreria

Stanchi dopo aver camminato a lungo per le vie del centro? Avete appena assaporato la magia di Piazza Venezia, respirato la storia ammirando i fori a Largo Argentina oppure visitato la frenesia del mercato di Campo de’ Fiori…ma adesso volete riposarvi nella quiete di un vicolo. Cercate qualcosa di particolare, un giro tra boutique di artisti, vetrai, ceramisti e rigattieri della vecchia Roma.

Via del Pellegrino. L’immagine da Turismo Roma.

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Abbiamo quello che fa per voi! Lasciatevi alle spalle la statua di Giordano Bruno e godetevi, lentamente, Via del Pellegrino, un angolo deliziosa della Roma sparita che spesso viene ricordata in libri, film e canzoni della tradizione capitolina.

Originariamente denominata Via Florea e dopo Via degli Orefici (poiché numerose erano le botteghe di orafi presenti nella via), la strada – stretta e acciottolata, protetta da imponenti architetture del ‘700 e dal Palazzo della Cancelleria – cambiò nuovamente nome assumendo quello attuale. Molti fanno derivare questo ennesimo (ma definitivo) cambio di nome da un’osteria (nominata spesso nella “Gabella dei Vini” risalente ai pontificati di Paolo II e Sisto IV, quindi nel XV secolo) che intervallava la fitta schiera di botteghe artigiane, chiamata appunto “del Pellegrino” poiché la via – per chi procedeva da Campo de’ Fiori – era la direttrice che portava a S. Pietro e per questo era popolata dal continuo viavai di pellegrini.

L’immagine da Romeing.

Sempre durante il ‘400, la via fu anche ribattezzata Merzariorum, probabilmente in riferimento alla “mercatoria” che il Cardinal Riario concesse: motivo questo che spiega la fitta presenza di botteghe su tutta la fiancata della via. Soltanto nel 1939 fu regolamentata l’attività mercantile della via e furono rimosse le baracche che mano a mano i bottegai erigevano a fianco delle proprie attività, nonostante il Filippo Pacelli (padre del futuro papa Pio XII e all’epoca avvocato concistoriale) avesse già lanciato l’allarme nel 1887 sulla necessità dell’azione regolamentatrice, per gravi motivi di igiene e di sicurezza pubblica.

L’immagine da Libreria del Viaggiatore.

Guardandola oggi, Via del Pellegrino mantiene intatta le radici della sua secolare storia. Pellegrini e turisti passeggiano silenti ed estasiati 365 giorni l’anno, botteghe artigiane tramandate nel tempo ancora imperversano sulla lato destro della lunga strada. E poi, c’è la storia della storica libreria: la Libreria del Viaggiatore (TW: @LIBviaggiatore). Dopo la morte di Bruno (febbraio 2014), lo storico fondatore, Roma rischiava di perdere una delle piazze più importanti della propria cultura artigianale, autogestita ed originale. Era un punto di riferimento non solo per i turisti e i viaggiatori, ma aveva assunto un significato che trascendeva il semplice rapporto di mercato. La Round Robin, piccola casa editrice, cercava al contempo una sistemazione in centro per la propria redazione. Le forze si sono unite ed oggi, non più al civico 78 ma al 165, la Libreria del Viaggiatore è di nuovo e ancora tra noi.

L’articolo di Samir Hassan